Donald Trump a Matteo Salvini: “Diventerai Premier”

Donald Trump a Matteo Salvini: "Diventerai Premier"

Fotografie, scambio di complimenti e un colloquio di una ventina di minuti sui principali temi politici internazionali. Questo, in estrema sintesi, il riassunto della visita che Matteo Salvini ha fatto a Donald Trump. I due si sono incontrati a Philadelphia, dove il candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America ha tenuto un comizio elettorale nella giornata di ieri.

Il candidato repubblicano da una parte, il leader della Lega dall’altra. Il tycoon miliardario che in molti paragonano a Silvio Berlusconi, il giovane e arrembante politico di professione. Due mondi apparentemente molto distanti tra loro, ma che invece sono più vicini di quanto si possa immaginare.

Immigrazione ed economia: Trump in sintonia con Salvini

Al netto dei rispettivi auguri di diventare presidente degli Stati Uniti d’America l’uno e presidente del Consiglio l’altro, Donald Trump e Matteo Salvini la pensano allo stesso modo su molti argomenti politici.

Come rivela Amedeo Berardi, presidente del NiaPac (National Italian American PAC) e anch’egli presente a Filadelfia, sull’immigrazione e sull’economia ci sarebbe grande sintonia tra Salvini e Trump. Non che i due avessero bisogno di incontrarsi, per farci capire quanto si trovino d’accordo soprattutto sul tema degli immigrati.

I due leader politici sono da sempre, e in maniera convinta, contrari ad un flusso aperto e incontrollato in materia di immigrazione, tanto che spesso hanno proposto soluzioni a dir poco estreme. Nel colloquio tenutosi a Filadelfia pare invece ci siano andati leggeri, auspicando politiche internazionali volte ad aiutare direttamente nei loro paesi d’origine le popolazioni che scappano a causa della guerra, della povertà e della fame.

Salvini e gli altri leader

Non solo Donald Trump, in ogni caso, nei pensieri di Matteo Salvini. Il leader del Carroccio da parecchio sta lavorando per confrontarsi con i leader delle forze di destra di altre nazioni, sempre sul tema dell’immigrazione.

Non a caso uno dei principali alleati di Salvini, che – non dimentichiamolo – è un Europarlamentare – è Marine Le Pen, leader del Front National francese, il partito di estrema destra transalpino. Salvini tuttavia ha avuto modo di confrontarsi anche con Harald Vilimisky, leader del Partito della Libertà in Austria, con Geert Wilders (Partito per la Libertà olandese) e con Gerolf Annemans (Interesse Fiammingo).

L’obiettivo di Matteo Salvini è chiaro: fare fronte comune, raccogliendo tutte le formazioni di destra e indipendentiste che la pensano allo stesso – restrittivo – modo sul tema dell’immigrazione. Ma quando si affronta questo tema, Salvini si dimostra propenso a non considerare fondamentale l’orientamento politico.

A dicembre 2015, infatti, il leader della Lega Nord è stato in visita ufficiale a Mosca e non ha mai nascosto la propria ammirazione nei confronti del presidente Vladimir Putin, criticando aspramente le sanzioni inflitte dall’Unione Europea alla Russia dopo la crisi ucraina.

Senza dimenticare come un paio d’anni fa Salvini abbia fatto una capatina in Corea del Sud. In quell’occasione non ci fu l’incontro con il controverso presidente Kim Jong Un, ma il politico nostrano non si era fatto problemi a definire il leader coreano con tratti positivi, apprezzandone “lo splendido senso di comunità”.