Come non cedere allo shopping terapeutico

Come non cedere allo shopping terapeutico

Molte persone sono completamente schiave del cosiddetto “shopaholism”, un vero e proprio disturbo che si può tradurre con shopping compulsivo o shopping terapeutico. In poche parole è una dipendenza dallo shopping, come se fosse una specie di droga. Ed essendo appunto una dipendenza, il primo passo per provarne a uscire è ammettere di avere un problema. Intendiamoci, è anche giusto togliersi qualche sfizio ogni tanto e soprattutto approfittare di saldi e promozioni. E però cosa ben diversa acquistare ed accumulare una quantità enorme di roba spesso e volentieri anche superflua, che invade letteralmente la casa, dissipando lo stipendio di un mese intero in pochi giorni. Cosa fare per non cedere allo shopping terapeutico? Scopriamo quali trucchi seguire.

Innanzitutto serve una grande determinazione e forza di volontà per uscire dallo “shopaholism”. Dopodiché può essere molto utile annotare su un blocchetto tutti gli acquisti fatti, il giorno, l’ora ed il tipo di acquisto effettuato. Poi è opportuno annotare i sentimenti che hanno preceduto e che sono susseguiti alla “crisi d’acquisto”. Si può poi ricorrere allo psicologo, e non è assolutamente una cosa di cui vergognarsi. Questa figura infatti è spesso ghettizzata, associata prevalentemente a persone malate di mente o con gravi disturbi psichici. Lo psicologo invece deve essere equiparato ad un normale medico, che aiuta a guarire dai piccolo disturbi mentali. Un bravo psicologo saprà stilare una diagnosi e formulare il trattamento per combattere la patologia, ma serve la collaborazione del paziente che deve sottoporsi a sedute ed incontri di psicoterapia. E’ stato calcolato che una terapia anche breve, con solo 7 sedute, riesce a risolvere l’80% dei casi di maniaci dello shopping.

Il piacere ossessivo-compulsivo di acquistare qualcosa incide notevolmente anche sul proprio budget, un problema ancora maggiore se a carico si ha una famiglia. E’ assolutamente necessario quindi porsi un tetto massimo di spesa quotidiana non cumulabile, oltre il quale non si può andare. All’inizio sarà difficile non sfondare quel tetto, ma col passare del tempo ci si abitua ed è possibile anche ridurre mensilmente quel budget che vi siete imposti di non sforare. Così come è possibile bloccare l’erogazione di denaro presso il bancomat o gli sportelli postali al raggiungimento di una determinata cifra. In questo modo, volenti o nolenti, non avrete altri contanti da spendere e giocoforza dovrete porre un freno alla vostra voglia irrefrenabile di shopping.

Una tentazione molto forte è rappresentata dallo shopping online, per cui può essere molto utile staccare la connessione o tenersi impegnati, magari andando in palestra oppure trovarsi un hobby. Altro consiglio molto utile è quello di uscire con amici, chiedere anche il loro aiuto se necessario, l’importante è non essere soli quando si esce e non chiudersi in se stessi.

Un’altra soluzione molto pratica è quella di rimandare l’acquisto. Quando arriva una “crisi da shopping” e sentite l’impulso irrefrenabile di andare in qualche negozio o centro commerciale, mettete una sveglia che suoni dopo mezz’ora rimandando l’acquisto. Probabilmente quando la sveglia suonerà, quella crisi passeggera è passata oppure siete impegnati a fare qualcos’altro. Ad ogni modo avete scongiurato l’attacco da shopaholismo, evitando di spendere soldi inutilmente e di accatastare un altro oggetto inutile in casa.